Copertina: Sul riccio
Éric Chevillard
220 pp.
Chevillardiana
€ 16,00
2019

Sul riccio

Il suo viso esprime ferma risolutezza. I suoi gesti sono brevi e precisi. La sua mano non trema. Eppure c’è in gioco la sua stessa vita in questa storia. È uno scrittore e, questa sera, si propone di scrivere la sua autobiografia. Sul tavolo si trova riunito tutto il materiale necessario, della carta, una matita, una gomma, un riccio.

Che non c'entra nulla qui, quest’ultimo, avete ragione voi. La cui presenza incongrua è persino un vero mistero. Ma l’effetto sorpresa svanisce presto. Spazio alla collera. Questo riccio naïf e globuloso è una calamità. Per quanto così dotato lui stesso per l’introspezione viziosa e il ripiego compulsivo su di sé, contraria e ostacola l’ambizioso progetto autobiografico dello scrittore.

Da dove salta fuori questo animale nocivo, rumoroso, ispido, inafferrabile, cosa cerca? Cosa vuole da me?

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Copertina: Paese perduto
Pierre Jourde
190 pp.
Ombre lunghe
€ 16,00
2019

Paese perduto

“È un paese sperduto” si dice: non c’è espressione più giusta. Ci si arriva solo perdendosi. Nulla da fare, nulla da vedere. Sperduto sin dall’inizio forse, talmente sperduto prima ancora di esserlo stato che questa perdita è solo la forma della sua esistenza. Ed io, stupidamente, sin dall’origine, cerco di preservarlo. Volevo fosse se stesso, immobilizzato nella propria perfezione, e che ad ogni istante fosse possibile riempirsene.

Due fratelli, che abitano in città, possiedono in un cascinale isolato una casa di famiglia. Uno dei due ha appena ereditato da un cugino che viveva come un selvaggio nella propria fattoria. Al loro arrivo, vengono a sapere della morte di una ragazza del paese. Gli ossequi hanno luogo l’indomani. Come nelle antiche tragedie, l’azione si svolge nell’arco di due giornate invernali, nel cuore di montagne deserte. Gli dei che la reggono sono al tempo stesso grotteschi e terrificanti. Si chiamano Alcol, Inverno, Merda, Solitudine. Questi non impediscono, però, che i loro sudditi diano prova di vera grandezza.

Ciò che viene seppellito, in questo romanzo, sono gli ultimi contadini. E anche la bellezza, di cui non si riesce mai a elaborare il lutto.

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Marin(ai)o è il mio cuore

La prima volta che lo vidi, Marino non aveva ancora respirato, era pallido e livido come dopo uno sforzo sovrumano, n grosso spavento o un dispiacere. Mi dissero che aveva risolutamente, per aprirsi un varco verso la luce, rifiutato di guardare per terra, che, risolutamente, aveva rovesciato la testa in direzione della luce stessa, verso il cielo. In questa cronaca libera e senza date, che l’autore compone in occasione della nascita del primogenito Marino, tutto succede per la prima volta. L’autore riesce ad abbandonare il punto di vista dell’adulto e del padre, per sposare quello di un osservatore terzo. Presta quindi un linguaggio inedito e meraviglioso a Marino, che inizia a scoprire il mondo; un mondo nuovo, profondamente cambiato, che si appresta ad accogliere Marino. L'ultima fiammata del Surrealismo

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#324
19 Luglio

Plus les semaines sont longues, plus elles sont courtes enfin.

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#323
18 Luglio

La baie-vitrée de l’opticien est parfaitement transparente (sauf pour un tout petit peu de buée des lèches-vitrines, myopes justement).

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#322
17 Luglio

Sì, chi era quel bambino? Quel bambino dall’improbabile camicia a fiori capace di leggere un libro, invece di seguire con attenzione e in religioso silenzio la partita di tennis dell’anno… Uno stupido, forse, del tutto insensibile allo spettacolo che di colpo vanamente si offriva ai suoi occhi?

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#321
16 Luglio

Chi era quel bambino che preferiva la lettura (mio Dio, leg-ge-re!) alla sfida tennistica più appassionante, quella tra i due eterni rivali (una rivalità tanto accesa ed eterna quanto quella tra le ampolline del sale e del pepe, che si fronteggiano ogni santo giorno e a ogni pasto sulle nostre tavole, mostrando appena i segni del tempo)?

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#320
15 Luglio

Prima ancora di quel momento del resto, che da solo valeva quella splendida semifinale di Wimbledon, la regia aveva indugiato tra il pubblico e pescato un bambino occhialuto, con l’aria da intellettuale (non fosse stata per quell’improbabile camicia a fiori, stile Magnum PI), intento a leggere un libro. Ed ecco il pubblico rumoreggiare (telespettatori compresi, cavolo!), distrarsi a sua volta – così sembrava almeno – dalla partita, come a chiedersi chi fosse quel moccioso insolente…

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#319
14 Luglio

Notifica fb: l’evento impariamo a tessere nasse da pesca idrosolubili è stato annullato

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#324
19 Luglio

Plus les semaines sont longues, plus elles sont courtes enfin.

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Finalmente Festivaletteratura svela le carte!

Giovedì 20 giugno, avrà luogo la tradizionale serata delle anticipazioni dove saranno resi noti i nomi degli autori presenti al festival di settembre. Noi di Prehistorica Editore, stasera, non mancheremo!

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Riserviamo uno spazio speciale alle ... Donec vestibulum accumsan eleifend. Nunc pretium metus quis elit placerat, a tempus justo imperdiet. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit.

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