Copertina: Sul riccio
Éric Chevillard
230 pp.
Chevillardiana
€ 15,00
2019

Sul riccio

Il suo viso esprime ferma risolutezza. I suoi gesti sono brevi e precisi. La sua mano non trema. Eppure c’è in gioco la sua stessa vita in questa storia. È uno scrittore e, questa sera, si propone di scrivere la sua autobiografia. Sul tavolo si trova riunito tutto il materiale necessario, della carta, una matita, una gomma, un riccio.

Che non c'entra nulla qui, quest’ultimo, avete ragione voi. La cui presenza incongrua è persino un vero mistero. Ma l’effetto sorpresa svanisce presto. Spazio alla collera. Questo riccio naïf e globuloso è una calamità. Per quanto così dotato lui stesso per l’introspezione viziosa e il ripiego compulsivo su di sé, contraria e ostacola l’ambizioso progetto autobiografico dello scrittore.

Da dove salta fuori questo animale nocivo, rumoroso, ispido, inafferrabile, cosa cerca? Cosa vuole da me?

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Copertina: Paese perduto
Pierre Jourde
190 pp.
Ombre lunghe
€ 15,00
2019

Paese perduto

“È un paese sperduto” si dice: non c’è espressione più giusta. Ci si arriva solo perdendosi. Nulla da fare, nulla da vedere. Sperduto sin dall’inizio forse, talmente sperduto prima ancora di esserlo stato che questa perdita è solo la forma della sua esistenza. Ed io, stupidamente, sin dall’origine, cerco di preservarlo. Volevo fosse se stesso, immobilizzato nella propria perfezione, e che ad ogni istante fosse possibile riempirsene.

Due fratelli, che abitano in città, possiedono in un cascinale isolato una casa di famiglia. Uno dei due ha appena ereditato da un cugino che viveva come un selvaggio nella propria fattoria. Al loro arrivo, vengono a sapere della morte di una ragazza del paese. Gli ossequi hanno luogo l’indomani. Come nelle antiche tragedie, l’azione si svolge nell’arco di due giornate invernali, nel cuore di montagne deserte. Gli dei che la reggono sono al tempo stesso grotteschi e terrificanti. Si chiamano Alcol, Inverno, Merda, Solitudine. Questi non impediscono, però, che i loro sudditi diano prova di vera grandezza.

Ciò che viene seppellito, in questo romanzo, sono gli ultimi contadini. E anche la bellezza, di cui non si riesce mai a elaborare il lutto.

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#262
19 Maggio

Lungo la cancellata dello scrittore, dei non ti scordar di me, dimenticati là dal vento; poi un muro ruvido, rigorosamente bianco.

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#261
18 Maggio

Au cimetière, au lieu de le serrer si fort entre mes bras, j’aurais simplement voulu lui dire qu’il n’avait rien à craindre, ni à regretter, puisque j’avais prévu une scène finale bien différente, voire heureuse, un nouvel commencement enfin. Mais le courage – ou la fantaisie, qui sait – me fit défaut.

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#260
17 Maggio

Brr… quel frisson! (Il m’arrive de penser que certains de mes écrits puissent être publiés posthumes… autant les poster aussitôt, en prise directe!)

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#259
16 Maggio

Una sola idea mi consola sempre un po': tanto quanto la morte, non mi risparmierò.

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#258
15 Maggio

Face à ce genre de perte, au regard maternel, nos larmes elles-mêmes d'un trait paraissent insuffisantes à lui rendre justice.

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#257
14 Maggio

La fourchette du singe a non pas quatre mais cinq orteils.

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#262
19 Maggio

Lungo la cancellata dello scrittore, dei non ti scordar di me, dimenticati là dal vento; poi un muro ruvido, rigorosamente bianco.

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Siete tutti invitati martedì 2 aprile a teatro

Siete tutti invitati martedì 2 aprile a teatro: il grande attore Christophe Brault reciterà i frammenti letterari di Éric Chevillard, tratti dalla sua mastodontica opera L’autofictif!

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Riserviamo uno spazio speciale alle ... Donec vestibulum accumsan eleifend. Nunc pretium metus quis elit placerat, a tempus justo imperdiet. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit.

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