Incisioni del traduttore n° #540
20 Febbraio 2020

La delfina di Diego – lui radioso, come un re – piangeva o forse sorrideva, difficile a dirsi, più un gorgheggio effettivamente. Come buona parte delle creature venute dal mare.

Le bon traducteur sera déjà mort – telle la neïge noire au bord de la route –, dès qu’il perdra l’amour propre, pour son dictionnaire.

Con fare sorprendentemente rassicurante e collaudato, Diego accoglieva amici e parenti in corridoio, dispensando loro sorrisi e abbracci. Col fare discreto e servizievole che si conviene al compagno in questo genere di occasioni, sollevava prontamente i visitatori dei fiori e delle pianticelle che portavano in omaggio e che la direzione dell’ospedale incomprensibilmente vietava di accumulare, indicando loro la camera in cui poter riabbracciare (per la prima volta) la madre di sua figlia. Ligio alle sue nuove responsabilità, li avrebbe raggiunti da lì a pochi secondi, con fare rassicurante e collaudato, dopo avere lanciato il tutto dalla finestra del terzo piano.


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