Incisioni del traduttore n° #549
29 Febbraio 2020

Or la posture de l’écrivain, toujours assiégé dans son bureau, relève de la pure défense. De la guerre en tout cas.

L’infinitamente grande presume l’infinitamente piccolo. Spesso.

Io stesso mi aspettavo di più da me stesso. Che avrei celebrato degnamente, con un sonetto giubilante magari, questo evento eccezionale, che accade ogni quattro anni, magari sfatando qualche falso mito legato a paure ancestrali, del tutto irrazionali, oserei dire medievali. Ad ogni modo ho centrato, con la bozza mal riuscita (ma accuratamente appallottolata) di un madrigale, il cestino della carta posto dall’altro lato del mio studiolo rispetto alla scrivania dove mi trovavo, al primo tentativo! (Le persone che amo quindi non moriranno oggi, non tutte, non perderò i capelli, non tutti oggi comunque, e da oggi in poi l’orso polare imparerà progressivamente a sopravvivere senza pelliccia, con l’avanzare del deserto.)


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