Incisioni del traduttore n° #948
2 Aprile 2021

Ho puntualmente finito la carta...

(lascerò il malcapitato lettore così, in preda ai dubbi, agli affanni, alle smanie, completamente in ambasce, totalmente incapace di prendere sonno, in balìa delle ipotesi, a guardare impotente la roulette delle possibilità girare girare, come un incapace – dicevo – di pensare ad altro, di vivere la propria vita… lo lascerò finalmente giunto di fronte alla cassiera del supermercato, dopo aver fatto la coda per oltre 35 minuti – tutti a riempire il frigo, mi raccomando, arriva la Pasqua! –, ti-tic ti-tic ti-tic… sono 131 euro e 30 centesimi* non ha per caso due euro, due euro riscattati thask! dal carrello in ostaggio a cinquanta metri dall’auto… lo lascerò dimentico dell’unica cosa essenziale, che non è igienica scordare).

Alors que le pommier scupté au beau milieu du jardin à l’italienne par un Esquimau étale ses beaux fleurons blancs et quelque peu enviables, la haie de son voisin Touareg ou viceversa – on les confond de fait, la banquise et le désert n’affichant aucune différence remarquable pendant le printemps, depuis la fenêtre de mon bureau –, qui est en train de la tondre justement, l’air de rien, saigne de la lèvre supérieure.

*scontrino non fiscale


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